Le cicatrici sul volto e il gelo nell'anima, il giornalista Henning Juul torna al lavoro ma non alla vita dopo il misterioso incendio in cui ha perso il figlio. Ad attenderlo il caso che ha sconvolto la pacifica Oslo, un delitto che richiama i rituali della Shari'a e ha il volto della giovane Henriette Hagerup. Polizia e media battono ogni pista plausibile, tutti gli indizi portano a Mahmoud, il fidanzato pachistano legato alle bande del narcotraffico, ma chi era veramente la bella studentessa di cinema, così ammirata, così intrigante nel suo talento anticonformista? E cosa nasconde il film sull'islam che stava girando insieme all'amica Anette? In un crescendo di tensione, la trama di morte si infittisce intorno a un'indagine che diventa per Henning un faccia a faccia con i propri fantasmi, fino al brusco risveglio che ha il cacciatore quando si accorge di essere la preda.
Dewey |
839.8238 |
N. di pagine |
363 |
Altezza x Larghezza |
220
mm |
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Letto |
SI (18/06/2011) |
Negozio |
Trebisonda |
Collocazione |
To-S3C |
Proprietario |
Zabot, Marco |
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Fine Lettura |
18/06/2011 |
Collocazione Mia |
To-S-3C |
Da leggere |
No |
Consultazione |
No |
Num. Volte letto |
1 |
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Un ottimo giallo. Come tutti i buoni gialli ti prende e ti fa fare le ore piccole.
In una Oslo a me, come a molti, sconosciuta (grazie a internet me ne sono avvicinato) si svolge il racconto in pochi giorni anche se ci sono radici nel passato. Un po' di islamismo (pro e contro) condisce la storia.
La trama è assai ben curata e la storia diventa chiara solo dopo aver letto la fine. Buoni i personaggi ben descritti.
Consigliatomi dal mio libraio sono contento di avergli dato retta.